Disclaimer

Benchè venga aggiornato quotidianamente, questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001 Tento inoltre a precisare che le notizie in esso riportate non sono proprie, ma sono prese da altri siti di sport. Per ogni chiarimento si prega di contattare il founder al seguente indirizzo calciostylestaff@gmail.com
Visualizzazione post con etichetta Juventus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Juventus. Mostra tutti i post

domenica 1 marzo 2009

Juve, Marchisio da tre punti


La Juventus si è già rialzata. La sconfitta di Londra, 1-0 a Stamford Bridge in Champions, non è stata somatizzata, ma anzi è già cicatrizzata. Grazie ad un 1-0 striminzito e bruttino, ma fondamentale, sul Napoli, nell'anticipo serale della 26ª giornata di campionato. Che riporta momentaneamente la Vecchia Signora a -6 dall'Inter. Merito di un gol fortunato, ma pesantissimo di Marchisio, all'ennesima eccellente prestazione di una stagione che sa di consacrazione. Il Napoli tiene testa alla Juve come aveva fatto all'Olimpico già in coppa Italia, quando si era arreso ai rigori. Ma stavolta la sconfitta arriva nei regolamentari, e porta ad otto i k.o. consecutivi della squadra di Reja in trasferta. Non è bastata la generosità, in avanti i partenopei hanno prodotto pochino.
BOTTA E RISPOSTA - Il primo tempo si gioca a ritmo blando. La Juve sembra stanca - nonostante Ranieri abbia cambiato sei titolari rispetto alla gara di Champions di Londra con il Chelsea -, il Napoli stenta a sviluppare una manovra convincente, complice anche l'assenza di Gargano. I bianconeri fanno la partita, ma di occasioni eclatanti ce n'è una per parte. Per la Juve il sinistro al volo di Trezeguet sul cross di Marchionni, Navarro si salva con un grande riflesso. Per il Napoli il tacco di Denis per Hamsik, fermato in uscita sottoporta da un super Buffon.
MARCHISIO GOL - Quando sembra che all'intervallo si debba andare sullo 0-0, arriva il vantaggio dei padroni di casa. Fortunato. Segna Marchisio, il più lucido del centrocampo della Vecchia Signora, con un tiro dalla distanza: è determinante la deviazione sfortunata di Blasi che spiazza Navarro. Secondo gol di Marchisio in serie A, entrambi segnati in questo campionato.
NAPOLI GENEROSO - Nella ripresa il Napoli è più propositivo, ma poco efficace. Reja ha inserito Datolo, buon piede ma un po' compassato, ed è passato alla difesa a 4. Dopo 18' minuti Ranieri rilancia Salihamidzic, fuori da tutta la stagione. Esce Giovinco, anche oggi "sacrificato" da esterno sinistro. E Marchioni diventa trequartista, un po' spaesato, del rombo di centrocampo. La Juve stenta nel costruire gioco, Ranieri toglie anche Del Piero, poco brillante, e inserisce Amauri. Il finale è il forcing del Napoli, tutto in avanti, ma poco lucido. Lavezzi segna, ma la rete è invalidata dal fuorigioco di Cannavaro. La Juve si chiude nel suo guscio. E tiene botta. E i tre punti. Per stasera può bastare. 

sabato 28 febbraio 2009

Juve, chi il nuovo Nedved?

La Juventus è alla ricerca del dopo Pavel Nedved, che in estate appenderà le scarpette al chiodo, e le strade del mercato potrebbero portarla in Inghilterra. O almeno questo scrive oggi il “Daily Mirror”, raccontando dell’interesse bianconero per Stewart Downing del Middlesbrough che avrebbe impressionato gli osservatori juventini sia con il suo club che con la Nazionale inglese. Da qui, l’idea di tenerlo d’occhio per i prossimi due, fondamentali mesi: se le buone indicazioni attuali saranno confermate, non è escluso che i bianconeri possano muovere con decisione sul centrocampista, che comunque è inserito in una lista di stelle di tutto rispetto e che, oltre a Frank Ribery del Bayern Monaco (sponsorizzato da David Trezeguet), comprende anche Ryan Babel del Liverpool e David Silva del Valencia.
ROBINHO IN VENDITA? Il Manchester City starebbe seriamente pensando di vendere Robinho al termine della stagione. O meglio, di usarlo come contropartita (più soldi) per arrivare a John Terry che, stando a quanto dice il “Guardian”, non sarebbe poi così deciso a rimanere al Chelsea, malgrado pubblicamente continui a sostenere il contrario. E visto che il City non avrebbe certo problemi a raddoppiargli il suo attuale ingaggio di oltre 152.000 euro settimanali, il capitano dei Blues pare intenzionato perlomeno ad ascoltare gli emissari dello sceicco Mansour, anche perché i propositi stellari del club lo intrigherebbero non poco.

CITY SUL MERCATO - Vero, coinvolgere Robinho nell’operazione potrebbe essere uno choc per i tifosi, ma non meglio precisate fonti di Abu Dhabi garantiscono che la delusione dei fan verrebbe facilmente compensata dal piano-acquisti estivo di quasi 230 milioni di euro e che comprenderebbe gente come David Villa, Yaya Touré, Kolo Touré e il solito Roque Santa Cruz. Non solo. Stando alle gole profonde arabe, Mark Hughes sarebbe ormai esasperato dal comportamento del brasiliano dentro e fuori dal campo e avrebbe perciò dato il proprio assenso alla cessione, a meno che Robinho non dimostri un effettivo cambiamento da qui ai prossimi due mesi.

PANCHINA - Nel caso in cui l’assalto a JT dovesse fallire, il City avrebbe, però, già pronte delle alternative. Si tratta di Franck Ribery del Bayern Monaco e di Therry Henry del Barcellona. Ma l’altra questione da risolvere riguarda proprio la panchina, perché non è affatto così scontato che Hughes ci resti anche il prossimo anno. Per la verità, ieri il City si è affrettato a smentire (via Daily Mail)) l’indiscrezione proveniente dalla Germania di un approccio nei confronti di Jurgen Klinsmann, ma il tecnico del Bayern Monaco resta comunque fra i “papabili”, al pari di Luiz Felipe Scolari (interesse smentito anche in questo caso) e di Carlo Ancelotti, la cui storia con il Milan è ormai al capolinea. 

mercoledì 25 febbraio 2009

Ehi, Ranieri, hai sentito Camo? "Preferivo come giocavamo prima!"

Alla vigilia del match più importante della stagione per la Juventus, in casa di un 
Chelsea che ha tratto nuova linfa dall'arrivo del santone Hiddink, Mauro German Camoranesi suona la carica dalle pagine della Gazzetta dello Sport - "a Londra ripeteremo l'impresa di Madrid" - ma a sorpresa approfitta dell'occasione, con tempistica forse non eccezionale, per rivolgere qualche appunto tattico al suo allenatore.

Lo spunto è la mutata posizione in campo dell'italo-argentino: "Perchè gioco sempre meno sulla fascia? Quest'anno il nostro gioco è un po' cambiato, cerchiamo meno la profondità e gli esterni si accentrano dietro alle punte. Preferivo come mi muovevo prima". Chissà se Ranieri prenderà nota...

Anche se poi alla fine quello che conta sono i risultati ed allora... "Se mi piace come gioca la Juve? Ci sono partite in cui gioca bene e altre meno... La cosa strana è che nell'ultimo mese le prestazioni non hanno coinciso con i risultati".

Champions League - Chelsea VS Juventus

Image Hosted by ImageShack.us VS Image Hosted by ImageShack.us


Ore 20.45
Stamford Bridge, Londra


Gattuso su Amauri: “Ha scelto il Brasile, noi mica siamo l’Azerbaijan…”

Gennaro Gattuso non è un tipo che le manda a dire, e lo dimostra in ogni occasione nella quale ha la possibilità di esprimere la propria opinione sui principali temi calcistici.

Intervistato ai microfoni di Sky Sport, il centrocampista rossonero interviene sulla question Amauri-Italia: “Il campione non si discute ma ha gestito male la vicenda– confessa il giocatore - prima aspetta il Brasile... ma noi non siamo l'Azerbaijan o la Finlandia, noi siamo l'Italia, abbiamo vinto quattro coppe del mondo e il nostro calcio non ha nulla da invidiare a nessuno. Penso sia giusto che giochi con il Brasile”.

Essendo Gattuso uno dei leader carismatici dello spogliatoio azzurro, come potrebbe essere accolto Amauri nello spogliatoio, dovesse optare per la nostra nazionale? A Lippi questo "piccolo" problema...

Amauri, primo passo da italiano: da Potenza Picena sono passati Camoranesi e Cicinho

Cicinho, Paulo Cesar, Renan Da Silva… Amauri?Sembra proprio che l’attaccante della Juventus sia in predicato di diventare l’ennesimo brasiliano a sceglierePotenza Picena come luogo dove eleggere la propria residenza e, qui, avviare le pratiche per la cittadinanza italiana, sia essa di “sangue” che acquisita.L’indiscrezione è trapelata da Torino e mentore dell’operazione sarebbe l’avvocato civitanovese Giovanna Cipolletti, famosa per aver risolto le pratiche di cittadinanza appunto di Cicinho (San Paulo, Real Madrid, Roma), di Paulo Cesar (Paris Saint Germain e Tolosa) e Renan (San Paulo, Botafogo e Victoria Bahia). I contatti professionali dell’avvocato Cipolletti con il calcio brasiliano sono ormai noti (vedi Dunga, attuale allenatore della nazionale) ed Amauri potrebbe essere l’ennessimo asso carioca della “sua” scuderia. 

Contattata telefonicamente, la Cipolletti ha tenuto un doveroso riserbo professionale sulla questione, non smentendo e non confermando le indiscrezioni sulla vicenda Amauri. Sta di fatto che già quando era al Palermo il procuratore di Amauri avrebbe avuto contatti con l’avvocato Cipolletti. Cosa sia maturato in questi mesi non è dato ancora sapere. Ma tenendo d’occhio l’ufficio anagrafe del Comune (dove anche l’argentino Camoranesi è diventato cittadino italiano, ndr) l’arcano potrebbe svelarsi a breve.

Occhio Juve, per Camoranesi sei al limite! "A -11 addio Scudetto..."


Nel mondo Juventus è stato uno dei quesiti più gettonati nelle ultime settimane: con l'Inter lanciatissima in vetta, meglio puntare sulla Champions o tirare avanti su due fronti? La classica domanda da un milione di dollari, insomma, a cui Mauro Camoranesi ha risposto, come suo solito, lasciando a casa la diplomazia: "Finché siamo a -9 dall'Inter meglio continuare a lottare su due fronti. Ma se il distacco dovesse superare i 10 punti non avrebbe più senso pensare di vincere il campionato". Altri due punti persi, insomma, e la realtà diventerebbe decisamente amara per la Vecchia Signora. Chissà, magari con un Camoranesi a pieno regime durante gli ultimi mesi il distacco sarebbe stato meno consistente a questo punto del campionato. L'oriundo, però, ha visto più l'infermeria che il campo: "Per quanto mi riguarda, questa è stata la mia peggior stagione in Italia: ho avuto un sacco di infortuni, tutti diversi. Forse dipende dal fatto che quest'anno siamo più impegnati, le occasioni di farsi male aumentano e c'è meno tempo per recuperare".

Lampard chi?!?! Camoranesi non capisce: "E' un giocatore normale"


Non sarà più il Chelsea clamorosamente stellare dei primi anni di Abramovich, ma forse proprio per questo fa ancora più paura. I Blues non sono più un'accozzaglia di stelle messe assieme senza criterio, ma una squadra con i fuoriclasse giusti nel posto giusto. Anche se l'annata, fino a questo momento, non è stata proprio esaltante. Mauro Camoranesi, in vista della battaglia di Stamford Bridge, ha passato in rassegna gli elementi più pericolosi per la sua Juventus. Partendo da Drogba, promosso a pieni voti: "Ha tutto quello che serve a un attaccante: potenza, tecnica, forza fisica, senso del gol, qualità che gli permettono di fare la differenza". Parole d'elogio anche per Deco: "Corre, vede il gioco, ha fantasia e qualità, è uno dei miei preferiti". Troppo miele? Allora arrivano le frecciatine. Come quella rivolta a Cech, che esce con le ossa rotte dal confronto con Buffon per l'italo-argentino: "Gigi è sempre stato il nostro uomo più decisivo, del resto è il numero 1 al mondo. Cech si presume che possa diventarlo. Sono altri i giocatori determinanti del Chelsea". E tra questi non metteteci Lampard per nessuna ragione al mondo! Già, perchè a quanto pare Camoranesi non ha in camera il poster del centrocampista inglese, vecchio pupillo di Ranieri: "A me non fa impazzire: lo trovo un giocatore normale". E pensare che qualcuno lo voleva proprio alla Juve...

Camoranesi patriota: "Passeranno due italiane". Indovinate chi manca...


Rispettoso, ma non timoroso. Consapevole del valore degli avversari così come delle potenzialità della Vecchia Signora. Convinto di poter mettere a segno un'altra impresa. Ecco Mauro Camoranesi alla vigilia della sfida di Champions tra Chelsea e Juventus. Un concentrato esplosivo, come al solito. Anche se pare mettere le mani avanti, in un primo momento: "E' favorito il Chelsea, negli ultimi anni ha sempre lottato ai vertici: non a caso la scorsa stagione è arrivato in finale. Io non lo vedo messo così male. Sono quasi tutti nazionali, e questo significa esperienza. In più il cambio di allenatore ha dato nuovi stimoli". Tutta apparenza, perchè nella Juve ci crede eccome: "Noi non siamo preoccupati, ma attenti a commettere il minor numero di errori. Quanto al Chelsea, la Juve si è qualificata come prima di un girone con il Real e lo Zenit fresco di Supercoppa, dunque anche loro avranno il giusto rispetto per le nostre aspirazioni. La partita di Madrid ci ha dato sicurezza, convinzione nei nostri mezzi e determinazione. Possiamo ripeterla a Londra". Londra, dove ieri è caduta la Roma, che Camoranesi vede comunque favorita per il passaggio ai quarti. Discorso diverso per l'Inter: "Credo e spero finisca 2-1 per l'Italia. Il compito più duro ce l'ha l'Inter. Al di là dei titoli, il Manchester è una squadra solida, che prende pochissimi gol e ha un attacco formidabile. La Roma in assenza di Adebayor ha una chance in più".

Amauri: «Il Drogba bianco sono io»

La partita della vita. Amauri Carvalho de Oliveira, anni 28, di professione goleador maturato per gradi, è al debutto nel “dentro o fuori” della Champions League. Da far tremare i polsi. O il piedone. Ma il ragazzo ha imparato l’autocontrollo, l’autogestione, l’autoconvincimento. «Giocare un ottavo di Coppa Campioni per me è un sogno: cercherò di dare il mio massimo. Mi ritroverò contro i campioni che fino a qualche tempo fa vedevo soltanto in televisione». Non chiederà loro l’autografo, ci mancherebbe. Si accontenterà di uno scambio di maglietta, alla fine della battaglia, perché Juventus-Chelsea potrebbe assumere i contorni epici di un match senza esclusioni di colpi. Una partita con i Blues leggermente favoriti per via della recente tradizione che li colloca sempre nelle prime quattro, addirittura finalista la scorsa edizione e perdente ai rigori.

Amauri punta trasformista e polifunzionale: una volta terminale offensivo, una volta pivot catalizzatore, una volta ala dribblomane, una volta temporeggiatore per permettere alla squadra di salire. Quasi a voler segnalare il suo alter ego nel Chelsea, ecco il riaffiorare dal paragone che fu. «Mister Guidolin mi chiamava “Drogba bianco”. È un allenatore che mi ha insegnato molto... Vedrò Didier in campo, e spero di risultare migliore di lui: questo è uno stimolo incredibile. Sono pronto alla sfida». Il centravanti venuto dal Brasile e la pantera venuta dall’Africa: un mix unico di pallone globale e globalizzato. Promettono scintille e gol. Difficile deludano perché nell’anima hanno una spinta supplementare: si chiama voglia di affermarsi. Amauri è carico: «Vogliamo dimostrare ancora di essere una squadra tosta, anche quando giochiamo fuori casa. Si avverte una pressione differente, perché la Champions è un campionato a parte. Vince chi ha più carattere, motivazione e fame di vittoria».

Del Piero sicuro: «E' la mia notte, Chelsea ti batto»

E’ la prima volta anche per il principe degli juventini, Alex Del Piero, che cerca il seicentesimo gol della Juventusnelle coppe europee. Mai, come il club della sua vita, ha messo piede a Stamford Bridge. «E’ uno stimolo in più per me, ho giocato negli stadi più importanti del mondo ma questo mi manca. In Inghilterra poi si respira sempre un’aria di festa, gradevole. Spero davvero di fare bella figura». I giornalisti inglesi sono terrorizzati dalla sua abilità sui calci di punizione. Uno gli fa notare che il campo del Chelsea è più corto rispetto alla media: sarà un vantaggio, Alex? Del Piero sorride e risponde con una battuta garbata: «Credo che l’area di rigore abbia le stesse misure, al di là della lunghezza complessiva...». E poi, più seriamente: «A me della gloria personale in questo momento interessa poco. Io non ho bisogno di segnare se la Juve riesce a vincere lo stesso. Soprattutto in partite come questa, che possono valere un anno di lavoro, l’unica cosa che conta è la squadra».

La Juve ha perso cinque volte su cinque nelle ultime trasferte inglesi e non gioca un ottavo di finale di Champions League da tre anni. La carica dei vecchi leoni potrebbe dare una carica in più: «La nostra è una squadra forte proprio perché è costituita dal giusto mix tra gente navigata e giovani di prospettiva. Quindi non voglio spaccare il gruppo in due dicendo che io, Buffon, Nedved e gli altri siamo il nucleo principale. Diciamo che la nostra esperienza aiuterà i ragazzi a sentire meno l’emozione». Sia Chelsea che Juventus sono molto lontani dal primo posto in campionato. La Champions ha un’importanza quasi decisiva per la stagione di tutt’e due: «Di sicuro gli stimoli saranno al top. Ma una cosa sono i tornei nazionali, una cosa sono le coppe. Qui in una partita puoi tirare fuori il meglio di te stesso. E trovare la spinta emotiva per continuare a correre in campionato. Noi non abbiamo affatto accantonato l’idea di inseguire l’Inter». Non c’erano dubbi: «Ora però c’è il Chelsea e faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per eliminarlo».

martedì 24 febbraio 2009

Ranieri prepara l'arrembaggio: "Tridente? Ho anche Iaquinta". E su Nedved...

Meno 24. A poche ore dalla sfida tra Chelsea e Juventus
Claudio Ranieri non si è sbilanciato su chi sarà schierato in attacco: "Un tridente con Amauri, Trezeguet e Del Piero? Ma io ho a disposizione anche Iaquinta. Vedremo".

L'allenatore bianconero ha parlato anche di Pavel Nedved, aprendo alla possibilità che il ceco non abbandoni l'attività a fine stagione: "Nedved? Si sta divertendo come non mai. Non sono convinto che a fine stagione smetterà di correre per noi".

La chiusura è dedicata ad una battuta e una frecciatina alla stampa italiana: "Se tinkerman si traduce in italiano con pasticcione? Pasticcioni sono i giornalisti italiani che fanno traduzioni così".

Corri Hiddink, corri! «Non c'è tempo, giocheremo sin da subito al 100%»

Hiddink corre, eccome se corre. A poche ore dall'esordio in Champions League sulla panchina del Chelsea, il ct della Russia stabilisce un cardine della sua gestione Blues: "Niente scuse. Non posso prendermi un mese di tempo per affiatarmi con la squadra, le partite vanno giocate al 100% sin da subito, queste in particolare. Certo, avrei voluto più tempo per preparare le gare con l'Aston Villa e la Juventus, ma non c'è stato e non posso nè voglio parlare di scuse".

Dice Juventus, e pensa a Ranieri. Un tecnico che conosce bene: "La Juve è una squadra ben preparata, e lo deve al suo allenatore. A Valencia la gente ha un ottimo ricordo di lui, è un allenatore gentiluomo, una persona estremamente intelligente, un signore del calcio che sa sopportare benissimo le pressioni. Ha creato una squadra altamente competitiva, ci aspettano due partite molto difficili".

Ma guai lasciarsi andare a facili sentimentalismi. Hiddink ha ben chiaro ciò che lo aspetta: "La Juve sta facendo meglio della Roma, e le squadre italiane in generale sono sempre difficili da affrontare perchè sono molto ben preparate. Dal canto nostro, in questi mesi non ci siamo espressi al meglio, ma abbiamo ancora tante possibilità, siamo ancora in gioco e domani potremo fornire una grande prestazione".

Quale l'obiettivo, a fronte di una tale mole e qualità di lavoro da affrontare? "Stiamo giocando contro la crema del calcio europeo, e puntiamo ad essere in Champions anche ad Aprile e a Maggio. E' l'ambizione della società, dei giocatori, mia". E poi, l'importanza dello stadio. "Lo Stamford Bridge ci regalerà emozioni speciali. I nostri tifosi nutrono grosse aspettative, e la nostra squadra ha grande energia ed un'enorme passione per quello che fa".

Fuoco alle polveri, dunque. L'era Hiddink promette di fare scintille, almeno quanto le sue parole.

Ranieri arriva a Stamford e scherza: "Oh, vi ricordate quando senza un pound..."


"Il riconoscimento della gente è sempre molto bello, anche se io non ho fatto tanta storia qui". Umile e concentrato, Claudio Ranieri è pronto a ricevere l'abbraccio della gente del Chelsea.

Domani la sua Juventus scenderà in campo a Stamford Bridge e per questo l'allenatore bianconero sa già che ci saranno diverse emozioni da racchiudere prima di scendere sul prato verde. "Spero di essere accolto bene - ha detto in conferenza stampa dopo l'allenamento di rifinitura - il riconoscimento della gente è qualcosa di particolare. Nei quattro anni al Chelsea ci siamo tolti delle soddisfazioni, come l'anno in cui senza spendere un pound abbiamo raggiunto la Champions, o l'anno in cui è arrivato Abramovich, anche se poi non ci fu tanto tempo per fare la campagna acquisti. Non dimenticherò mai questa esperienza, ma ora dobbiamo cercare di concentrarci sulla gara di domani".

Sulla qualificazione: "Saranno due gare molto particolari. Sappiamo la forza del Chelsea e tutto può succedere. Noi rispettiamo i Blues e siamo convinti che possiamo dire la nostra e ci proveremo con tutte le nostre forze. Difficile fare percentuali, loro sono favoriti ma noi possiamo farcela". Sui possibili attriti con Abramovich: "Non è vero. Se lo incontrerò gli stringerò la mano".

Una gara che per la Juventus vale moltissimo: la Champions League potrebbe essere davvero la competizione della svolta della stagione...

Vialli, il doppio ex: «Contropiede e difesa bassa, così la Juve potrà farcela»


Gianluca Vialli, come finisce questo Italia-Inghilterra di Champions? 
«Io dico 2-1 per noi. Perché consideriamo il calcio un lavoro, mentre per loro è sempre stato un gioco. Anche se negli ultimi anni ci hanno superato grazie ai tecnici stranieri che hanno portato organizzazione e metodi più professionali, continuano a ritenerci quelli che vincono le partite in modo machiavellico». 
Chelsea-Juve è la sua partita. 
«E io sono felice di questo incrocio, così potrò sfottere gli amici inglesi o quelli italiani. Sulla carta è favorito il Chelsea, ma la Juve di sabato è la squadra più umile che abbia mai visto: ha accettato che fosse il Palermo a fare la partita e poi sfruttato le occasioni. Proprio per questo esprime il massimo contro le squadre più forti. Non mi è sembrata brillantissima, ma non so se per la condizione generale o perché si è risparmiata per domani». 
Hiddink è già riuscito a dare la sua impronta? «Sì, l'ho capito dall'atteggiamento dei giocatori. Il messaggio è: non era colpa nostra se andavamo male, senza Scolari siamo tornati forti. Adesso vorranno ribadirlo in Europa. Col vecchio allenatore sarebbe stata favorita la Juve». 
Come si ferma il Chelsea? 
«Ci sono duelli fantastici: Drogba e Anelka contro Legrottaglie e Chiellini, che insieme si migliorano a vicenda, dall'altra Del Piero e Amauri contro Terry e Alex, una delle coppie difensive più affidabili. Potrebbero spuntarla i difensori sugli attaccanti e a quel punto diverrebbe fondamentale il centrocampo, dove la Juve deve creare la superiorità numerica. Ma la cosa più importante è che la squadra di Ranieri punga continuamente per far capire al Chelsea che può fargli male in contropiede e non lasciarsi schiacciare». 
Da cosa deve guardarsi la Juve? 
«Dagli inserimenti di Ballack e di Lampard. Gli automatismi difensivi della Juve rasentano la perfezione, ma se c'è una squadra che può farli saltare è proprio il Chelsea. Io abbasserei un po' la linea di difesa».

lunedì 23 febbraio 2009

Pronta la Juve anti-Chelsea

L'ultimo dubbio di Ranieri sullaJuventus che affronterà il Chelseamercoledì sera sembra sciolto. A meno di ripensamenti da parte del tecnico, sembra infatti che Del Piero- come tra l'altro previsto - abbia vinto il ballottaggio con Trezeguet per affiancare in attacco Amauri. Per il resto praticamente stesso undici di Palermo con Mellberg e Grygeraancora in corsa per un posto sulla fascia destra della difesa.

Insomma, nonostante i significativi passi avanti evidenziati anche sabato sera al Barbera e nonostante la "promozione" di Amauri ("Con David mi diverto"), Trezeguet dovrà accontentarsi di partire dalla panchina per subentrare semmai a gara in corso in caso di necessità. Il che, tradotto, significa che, se le cose dovessero mettersi male, puntare sulle qualità aeree di Re David potrebbe divenire fondamentale. Detto dell'attacco, la parola passa alla difesa, dove tre su quattro sono certi di un posto in squadra (Legrottaglie, Chiellini e Molinaro), mentre per l'ultimo "treno" restano in bilico Mellberg e Grygera. In mediana, infine, tutto deciso: da destra a sinistra Camoranesi, Tiago, Sissoko e Nedved

Manchester United-Juve: si parla di mercato!!

Attenzione perché Sir Alex Ferguson non solo un avversario dell’Inter con il suo Manchester United ma potrebbe anche essere un rivale molto agguerrito per il prossimo mercato. Avversario in particolare modo delle squadre italiane.

Ad esempio si potrebbe partire dal Milan dal momento che il manager dei Red Devils non avrebbe negato il suo interesse nei confronti di Gourcuff che, secondo le speranze rossonere, dovrebbe tornare a Milano. Tuttavia, nonostante Ferguson abbia mostrato il personale gradimento per il calciatore dei Girondins, ha avuto modo di sottolinearne la immaturità ed ha detto di lui: "E’ un giocatore che mi piace - ha detto al Journal du Dimanche - L’ho visto giocare dietro le due punte oppure un po’ più arretrato".

Se però l’interessamento nei confronti di Gourcuff potrebbe apparire “blando” non lo è viceversa quello per Benzema: "In realtà a me piace Gourcuff anche se magari non come Benzema". E’ cosa nota che il Manchester gradisca l’attaccante del Lione e sembra lo stia seguendo da tempo ed in questa direzione se lo volesse acquisire dovrebbe vincere la concorrenza del Barcellona e del Real Madrid anche se ultimamente sono state accostate al calciatore anche le milanesi.

In realtà ad essere il più apprezzato da Ferguson appare l’oggetto del desiderio della Juventus nonché del Real Madrid e cioè Franck Ribery. Sul nazionale francese il tecnico dei Red Devils si sarebbe sbilanciato in modo particolare: "Franck è un giocatore fantastico. E’ sempre in movimento ed ha una energia incredibile. Si adatterebbe benissimo al campionato inglese". Occhio Juventus, se vuoi Ribery stai attenta ai Red Devils...

Il Torneo di Viareggio è della Juve


Per la quinta volta negli anni 2000, la Juventus si aggiudica il Torneo di Viareggio, sbarazzandosi con disarmante facilità della Sampdoria, schiantata con un perentorio 4-1. Meritatissima la vittoria per i ragazzi di Maddaloni, alcuni dei quali sembrano già pronti per il grande calcio. La Sampdoria, al contrario, è parsa molto stanca, probabilmente provata dal difficile cammino che le ha permesso di arrivare in finale, ed ha pagato con questa pesante sconfitta. 
In campo - Nella Juventus manca l'infortunato Iago, Ekdal parte dalla panchina così come Fausto Rossi: alle spalle di Immobile agiscono il capocannoniere Daud, Giuseppe Giovinco, fratello di Sebastian, ed Esposito. Nella Sampdoria la coppia d'attacco è Ferrari-Marilungo, Zamblera va in panchina. 
Si gioca - La Juve parte subito bene, ma Fiorillo al 4' disinnesca un pericoloso tentativo di Esposito ben ispirato da Daud. I bianconeri continuano ad insistere e a tenere in mano il pallino del gioco, passando in vantaggio al 14': Daud mette in mezzo da sinistra un innocuo pallone che Perazzo trasforma nel più clamoroso degli autogoal, intervenendo in maniera maldestra e sconsiderata. La reazione della Samp, però, non tarda ad arrivare ed è Patacchiola a provarci di testa su corner battuto da sinistra da Soriano, senza però centrare il bersaglio. Al 37' la Juventus trova il raddoppio: D'Elia si invola sulla sinistra, mette a sedere ancora Perazzo e crossa al centro dove Immobile con un tocco d'anca supera Fiorillo e firma il fortunoso 2-0. Il passivo potrebbe essere ancor più pesante, ma c'è Fiorillo a dire di no a Daud con un altro grande intervento. Nella ripresa, però, arriva immediato il 3-0 bianconero con uno splendido goal di Daud, bravo a calciare in diagonale con un collo-esterno imparabile per Fiorillo, sfruttando al meglio l'assist di Immobile. La Sampdoria prova a riaprire il match prima che sia troppo tardi e Soriano ha sulla testa la palla del 3-1: il suo tentativo è preciso ma debole e permette a Pinsoglio di esibirsi in un ottimo intervento. A metà ripresa si accende Marilungo che si rende pericoloso due volte, incantando sulla fascia sinistra ed il neoentrato Zamblera impegna nuovamente Pinsoglio con un bel rasoterra. Un'altra grande occasione di marca blucerchiata capita sui piedi di Marilungo, ma l'attaccante doriano trova sulla sua strada un Pinsoglio strepitoso che di piede nega il goal alla stella della primavera di Pea. Dopo la consueta girandola di sostituzioni, la banda di Pea trova il goal della consolazione con una punizione del neoentrato Di Leva, deviata in barriera da Daud, il quale prova subito a riscattarsi con un sinistro in corsa che termina però alto. Durante il recupero, Immobile bissa la doppietta messa a segno in semifinale contro il Torino, realizzando il goal del definitivo 4-1 dopo aver aggirato in dribbling Fiorillo. E' l'ultimo pallone toccato in questa edizione del "Torneo di Viareggio": non appena il tiro di Immobile varca la linea di porta, infatti, Rocchi fischia la fine e dà il via ai festeggiamenti bianconeri.
La chiave - Sicuramente l'autorete di Perazzo spiana la strada del successo ai bianconeri. Fiorillo aveva fino a quel punto risposto "presente" ad ogni tentativo di marca juventina, prima di capitolare in maniera incolpevole. 
La chicca - La presenza in campo di diversi giocatori che, con ogni probabilità, vedremo a breve confrontarsi su palcoscenici ancor più prestigiosi. E' bello assistere ad una gara tra ragazzini per lo più sui 18 anni, consapevoli di osservare le stelle del domani. 
Top&Flop- Daud e Immobile sono decisivi ai fini del successo, Marrone è tatticamente perfetto, Pinsoglio decisivo. Nella Sampdoria si salvano Fiorillo e Regini, male Ferrari, malissimo Mustacchio e Perazzo. Tra i bianconeri non incanta Giuseppe Giovinco, fratello minore della "Formica Atomica" Sebastian.
IL TABELLINO
JUVENTUS-SAMPDORIA  4-1
MARCATORI: 13' aut. Perazzo (S), 37' Immobile (J), 48' Daud (J), 84' Di Leva (S), 92' Immobile (J)
JUVENTUS (4-2-3-1): Pinsoglio 7; Duravia 6 (80' Mirarchi s.v.), Ariaudo 6.5, De Paola 6.5, D'Elia 7; Marrone 7, Castiglia 6.5; Esposito 6 (82' Rossi s.v.), G.Giovinco 5.5 (63' Ekdal 6.5), Daud 7.5; Immobile 7.5. Allenatore: Maddaloni 7
SAMPDORIA (3-5-2-): Fiorillo 6.5; Patacchiola 5, Perazzo 4, Regini 6.5; Grieco 5.5, Muratore 6, Soriano 5.5, Mustacchio 4.5 (60' Zamblera 5.5), Pondaco 6 (78' Di Leva 6); Ferrari 5.5, Marilungo 6 (72' Lamorte 5.5). Allenatore: Pea 5.5
ARBITRO: Rocchi 6.5
AMMONITI: G.Giovinco (J), Immobile (J), Patacchioni (S)

Sacchi: «Punto sulla Juve, ma anche l’Inter può farcela»

E’ il re di coppe, Arrigo Sacchi, perché nessuno ha vinto all’estero quanto lui. E poi perché il più grande rivoluzionario del nostro calcio portò in giro un gioco così nuovo e così spettacolare da far strabuzzare gli occhi all’Europa e al mondo intero. Quindi chi meglio del re di coppe può analizzare il triplice scontro Italia-Inghilterradi Champions?

«Alla vigilia di questi confronti ad alto livello ero ottimista perché il calcio italiano sta migliorando, si sta avvicinandocome idee al calcio internazionale.Devo però aggiungere che mi sono venuti dei dubbi dopo il primo turno di coppa Uefa. Aggiungo che nella sfida Italia-Inghilterra di Champions vinceranno quelle squadre in cui il collettivo avrà più peso delle individualità, come esige da sempre il calcio europeo».

Partiamo con Inter-Manchester. Che succede domani sera a San Siro?
«Inter e Manchester sono le squadre più in forma del campionato italiano e inglese. E sono anche le squadre che hanno l’organico più forte e più ricco. Gli uomini di Mourinho dovranno imporsi all’avversario e non aspettarlo perché finirebbero per andare contro le loro stesse caratteristiche. Sono convinto che sia nella partita di domani che per passare il turno Inter e Manchester hanno le stesse possibilità, cinquanta e cinquanta».

Ed eccoci a Chelsea-Juve... «C’è da vedere se Hiddink riuscirà a cancellare le antipatie, le invidie e le gelosie che ci sono dentro la squadra. Qualora dovesse risolvere questo problema  il compito della Juve si complicherebbe. Per me la squadra di Ranieri, lo ripeto, ha maggiori possibilità del Chelsea di qualificarsi. E lo dimostrerà, io credo, fin dalla gara di mercoledì sera a Londra. Insomma l’equilibrio della Juve, nel gioco e nella mente, si fa preferire ai capricci, in campo e fuori, del lunatico Chelsea».

Infine Arsenal-Roma. Anche qui non è facile un’analisi tecnica e tanto meno un pronostico. Vero? «Roma e Arsenal sono due squadre che hanno un lodevole punto in comune: da anni deliziano con un gioco spettacolare tutti quelli che amano il calcio, non solo i loro tifosi. Tuttavia sono in un momento di transizione. L’Arsenal sta andando avanti con molti alti e bassi. Per me la Roma è favorita. Il motivo? E’ molto semplice: ha qualcosa in più dell’Arsenal».

Ecco i 21 “leoni” bianconeri che proveranno l’impresa a Londra


Sono stati resi noti i convocati della Juventus per la gara di mercoledì sera contro il Chelsea, valida per gli ottavi di Champions League. Fra le novità rispetto a Palermo spunta Hasan Salihamidzic, la sua prima convocazione per quanto riguarda l’anno in corso. Nell’elenco completo non figurano Zebina e Knezevic, quasi recuperati ma ancora fermi ai box e De Ceglie e Zanetti invece infortunati. 1 Buffon, 3 Chiellini, 4 Mellberg, 7 Salihamidzic, 8 Amauri, 9 Iaquinta, 10 Del Piero, 11 Nedved, 12 Chimenti, 13 Manninger, 16 Camoranesi, 17 Trezeguet, 18 Poulsen, 19 Marchisio, 20 Giovinco, 21 Grygera, 22 Sissoko, 28 Molinaro, 30 Tiago, 32 Marchionni, 33 Legrottaglie.