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martedì 24 febbraio 2009

Champions League - Arsenal VS Roma

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Ore 20.45
Emirates Stadium, Londra






Inter, in difesa c'è Rivas


"We know we can win". Si legge sul sito ufficiale dell'Inter, nelle dichiarazioni di Josè Mourinho alla stampa inglese, e pure nei dialoghi delle migliaia di tifosi interisti in coda per entrare al Meazza. "Sappiamo di poter vincere" è l'estrema sintesi della filosofia dell'allenatore interista, che da sabato sera ripete gli stessi concetti: convinzione nei propri mezzi, approccio non troppo teso a quella che resta (per il momento) la partita dell'anno, non ingigantire il mostro. Perché se ci si ferma a pensare ai titoli conquistati dal Manchester United nell'ultimo anno, o alla qualità dei "tre quarti" di Ferguson, è meglio non scendere in campo.

TOCCA A RIVAS - Il portoghese ha fatto pochissima pretattica nei giorni che hanno preceduto lo sbarco dei Red Devils a Milano. "Giocheremo come abbiamo fatto in campionato. 4-4-2, centrocampo con Cambiasso, Muntari e Zanetti, con Stankovic dietro ad Adriano e Ibrahimovic". Risolto il dubbio legato alla coppia di centrali difensivi da affiancare agli esterni Maicon e Santon. Rivas gioca al fianco di Chivu, che tra un infortunio e l'altro rappresenta comunque una prima scelta quando in ballo ci sono anche esperienza internazionale e sangue freddo. Non sarà in panchina invece Vieira. Il francese non si aspettava di essere escluso e l'ha detto chiaro e tondo a L'Equipe. "Sono ovviamente sorpreso. Essendo stato convocato per le ultime due partite, pensavo di esserci". Se ne riparlerà da domani.

INCASSO REDORD - La zona attorno a San Siro ha cominciato ad animarsi nel primo pomeriggio. La società ha deciso di anticipare alle 17.30 l'apertura dei cancelli (come accaduto nell'ultimo derby) e per il momento non si registra alcun problema di ordine pubblico. Sono oltre 6mila i sostenitori inglesi (poco più di 4.200 i tagliandi spediti all'Old Trafford) che durante il giorno hanno "colorato" le zone più note della città come accade a ogni trasferta di stampo britannico. Lo stadio è completamente esaurito con un incasso record di circa 3 milioni e 500mila euro.

SUBITO BERBATOV - Ferguson lancia Ryan Giggs e rinuncia a Rooney. Unico riferimento offensivo sarà Berbatov, con Ronaldo libeo di inserirsi. A centrocampo Carrick, Scholes, Park e Fletcher (al quale i ladri hanno appena svaligiato l'appartamento di Bowden). Arbitrerà Medina Cantalejo: con lui l'Inter non ha mai vinto in 3 partite, sempre in trasferta. Il Manchester al contrario, ha una tradizione del tutto favorevole con il fischietto spagnolo (non ha mai perso).

Roma, Lazio e Genoa sfidano mezza Europa: vogliono NENE'!


Il giocatore brasiliano del Nacional Ânderson Miguel da Silva detto semplicemente Nenê, lungamente corteggiato dal Deportivo La Coruna e sul taccuino da tempo Amburgo, Hannover 96 e Arsenal potrebbe non finire né nella Liga, né in Premier e tanto meno nella Bundesliga.  Secondo Ojogo.pt su di lui ci sarebbero anche il Saint-Etienne, il Lokomotiv Mosca ed il Benfica. Il calciatore che si è reso protagonista sin qui di una eccezionale stagione con una ottima vena realizzativa potrebbe viceversa approdare nel nostro campionato dato che le pretendenti italiche non mancano di sicuro: su Nenê ci sarebbero anche Roma, Lazio e Genoa.  Ad aumentare l’interesse nei confronti del calciatore, secondo il quotidiano, è anche il fatto che presto Nené potrebbe avere il passaporto da comunitario dal momento che la moglie ha origini portoghesi e questo permetterebbe ai vari club a lui interessati di tesserarlo con lo status europeo.  La prima offerta fatta dall’Amburgo di 4 milioni di euro è stata rifiutata e bisognerà verificare ora quali saranno gli argomenti delle altre pretendenti.

Emissari del Barça a San Siro: giocherà il terzino mancino del futuro...

Patrice Evra, laterale del Manchester United che si appresta ad affrontare l’Inter in Champions League, pare rientrare nei piani del Barcellona in vista della prossima stagione. Guardiola vuole rafforzare la fascia sinistra dei blaugrana e avrebbe pensato al calciatore francese di origine senegalese come obiettivo da raggiungere.

Sicuramente, come si sottolinea in Spagna, non sarà facile portare via il giocatore dai Red Devils poiché gode di grande stima da parte del tecnico Sir Alex Ferguson. A rendere più complicata la cosa, poi, contribuisce anche il costo del cartellino, dato che, per poter fare una offerta degna di considerazione, il Barça dovrebbe partire con una proposta di circa 20 milioni di euro: decisamente elevata per un difensore.

Due i dati da prendere in considerazione: la scarsa intenzione di vendere Evra da parte dello United e la ferma volontà da parte del Barcellona di acquistare il laterale. La cifra “di partenza” appare decisamente elevata, ma se venisse superata ed incrementata da parte della dirigenza catalana, i Red Devils potrebbero decidere di lasciar partire il giocatore.

Alta tensione Napoli: lite fra scapoli e sposati

Chiusi nell'eremo di Castelvolturno per l'ennesimo ritiro. Da una parte ci sono i sudamericani, dall'altra il resto della squadra. Una spaccatura evidenziata ancor di più domenica sera, quando Pierpaolo Marino ha prima incontrato Cannavaro e Montervino e dopo un quarto d'ora di colloquio ha convocato al tavolo della discussione anche l'uruguaiano Gargano e l'argentino Navarro. C'è stato un momento di tensione, di accuse precise che hanno riguardato le notti brave che spesso hanno come protagonisti Lavezzi, Navarro, Gargano e qualche giovane come Russotto o Santacroce. Il gruppo degli sposati è insorto per l'ennesimo ritiro. «Per le loro bravate paghiamo noi le conseguenze», ha sottolineato qualcuno. 

Che i sudamericani caratterizzino le serate napoletane non è una novità. Basti ricordare alcuni episodi come la rissa scatenata da Lavezzi, per esempio, nell'ottobre 2007 all'una di notte in una via del centro. Oppure la tentata aggressione di Navarro e Gargano a Santacroce, reo di aver insultato Lavezzi che gli aveva tirato addosso una lattina di «CocaCola». In quel contesto intervennero anche Gargano e Navarro a sostenere il Pocho, proprio a sancire una linea di demarcazione fra sudamericani e resto del mondo. Quando le cose sono filate lisce nessun problema, ma ora che la crisi è profonda le spaccature emergono. Le bravate dei sudamericani sono diventate una consuetudine. La presenza di Lavezzi, Navarro, Gargano e Zalayeta è spesso segnalata in ore notturne in discoteche e ristoranti. «Basta con questo tipo di vita, portali tutti in ritiro», hanno urlato i tifosi a Marino domenica nel drammatico faccia a faccia che il d.g. ha avuto con una parte di tifoseria inferocita per l'ennesimo risultato negativo. Un comportamento che ha indispettito gli altri compagni. Agli sposati, per esempio, non è mai andato giù l'atteggiamento protettivo che Marino ha sempre avuto nei confronti dei suoi prediletti, ovvero quei sudamericani che avrebbero dovuto fare la differenza...

Caro Empoli, che ti sta succedendo?

I campionati non si vincono né in estate, né sulle lavagne degli esperti. 

Un concetto ancora più evidente quando si ha a che fare con il torneo cadetto, capace di offrire ostacoli imprevisti non appena cala la concentrazione, con tardiva presa di coscienza di tornare prima possibile con i piedi per terra. Difficile comprendere cosa stia succedendo all’Empoli, protagonista di un rendimento altalenante soprattutto in trasferta, assolutamente ingiustificato se si osserva la forza dell’organico, peraltro rinforzato a gennaio. Se si vuole andare avanti con Baldini, non si possono più commettere passi falsi. Ormai scocca l’ora dell’atteso ritorno di Flachi; fosse almeno avvicinabile al campione ammirato al Doria, beh potrebbe rivelarsi l’uomo della svolta.

Vietato mollare in coda. Avellino e Modena sembravano ormai spacciate; a seconda dei casi le penalizzazioni, crisi societarie, problemi d’organico, buona dose di sfortuna, scelte tecniche errate hanno complicato le cose, ma non esiste alcuna compagine disposta a tirare i remi in barca. Gli irpini, ai quali sembrava terminata la linfa trasmessa dal subentrante Campilongo, stanno invece dimostrando di dare il 101% rispetto alle qualità dell’organico. I canarini, anche se senza le penalizzazioni altrui sarebbero con un piede e mezzo in Lega Pro, stanno tentando un’incredibile rimonta con l’avvento di Apolloni in panchina. Non elevate le percentuali di riuscita, ma nessuno vuole sprofondare senza alzare la testa.

Dopo l’exploit con il Cittadella, le esperienze a Brescia e Bari avevano fatto perdere terreno a Maran, tra i migliori tecnici emergenti in circolazione. A Trieste ha trovato l’ambiente giusto per far emergere il proprio credo tattico, avallare un progetto tanto ambizioso, quanto cullato in un’atmosfera di serietà e umiltà: dare fastidio in zona playoff a compagini più quotate, finora tutto sta funzionando alla grande.

Il Lione ci crede: "Caro Barça, di solito i pronostici..."


Se 
Inter-Manchester United è l'ottavo di finale che sulla carta mette di fronte la superfavorita dellaChampions League ad una delle formazioni più agguerrite e forse la più forte d'Italia, lo scontro tra Lione e Barcellona rappresenta una vera e propria "gatta da pelare" per i francesi. Spesso pronti ad avere nella Champions uno degli obiettivi principali della stagione, vista l'egemonia interna, i lionesi hanno trovato nel sorteggio della Coppa dei Campioni un vero e proprio ostacolo tosto da superare. Non fanno difetto di fiducia però il centrocampista Juninho Pernambucano e l'allenatore Claude Puel, pronti a fronteggiare Messi e compagni con grande voglia di contrastarli. "Ci siamo concentrati solo sul turno di campionato contro il Nancy - ha detto Juninho - perché sarebbe stato difficile ottenere un buon risultato se non avessimo offerto tutta la nostra dedizione all'impegno. Il goal di Benzema ci ha consentito di dormire sonni tranquilli. Ora arriviamo al match contro il Barça...". Un match che, molto probabilmente, vedrà molti tifosi europei parteggiare per i francesi, considerato che i blaugrana sono una delle candidate alla vittoria finale. "Arriviamo all'impegno dopo aver sofferto per qualche infortunio: incontriamo la miglior squadra d'Europa e proveremo a fare la nostra partita. In queste competizioni si gareggia per 180 minuti: i catalani hanno segnato tantissimo in questa stagione. Speriamo che non si ripetano...". Anche Claude Puel, si dimostra concentratissimo sull'evento. "Nello scorso weekend ho preservato qualche giocatore e il gruppo ha fatto il pieno di fiducia. Qual è il nostro obiettivo? Mantenere fino le nostre possibilità per il match di ritorno. E poi quel giorno, giocarci tutto". Torniamo a Juninho, perché c'è consapevolezza, nel brasiliano del Gerland, di poter ambire a qualcosa di importante: "Non possiamo dire chi sia favorito. Quando lo abbiamo fatto, è andato male. E' logico però che stiamo per giocare, come già detto, contro la squadra più forte della competizione. Ma si sa, a parole le cose sembrano in un modo, la realtà del campo, poi...".