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lunedì 23 febbraio 2009
Beckham: "Forza United". Intanto la firma è lontana...
Stiamo parlando naturalmente di David Beckham, che sull'argomento non si è certo nascosto dietro parole di circostanza: "Non vedo l'ora - si legge sul Corriere dello Sport -. Sarà l'occasione per salutare qualche mio vecchio compagno e Alex Ferguson. Tiferò per loro: ho giocato per tanti anni con quella maglia e adesso indosso quella del Milan, come potrei fare diversamente?". Ragionamento che non fa una grinza.
Anche l'analisi tecnica dello Spice Boy non farà piacere ai tifosi interisti: "E' una formazione che può schierare 3 attaccanti straordinari. Se l'Inter riuscirà a bloccar li, allora avrà qualche speranza, ma Ferguson ha a disposizione anche altri campioni che possono decidere la gara. Sa rà una sfida molto tattica. Mourinho è un grande allenatore, ma Ferguson è il migliore di tutti. E il Manchester United in questo momento è la squa dra più forte d'Europa".
Nel frattempo non si registrano novità sulla trattativa tra Milan e Galaxy per il passaggio definitivo di Beckham in rossonero. Umberto Gandini, dirigente dato più volte in partenza per Los Angeles con l'obiettivo di chiudere l'affare, non pare avere in programma un viaggio verso gli States: sintomo - secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport - della fase di stallo nei colloqui tra Milan e Galaxy. Mentre il tempo stringe...
Inter-Manchester: Cristiano Ronaldo 'Vinca il migliore, cioè noi'
"Siamo più forti dell'Inter". Cristiano Ronaldo lancia la sfida ai nerazzurri di Mourinho. Alla vigilia dell'andata degli ottavi in Champions League, il Pallone d'oro portoghese ha dichiarato al sito ufficiale dellaUefa: "Sarà una partita difficile, ma il Manchester United ha una squadra migliore. D'ora in poi tutte le partite sono importanti, è arrivata l'ora del dentro o fuori. Chi perde esce dal torneo e noi non vogliamo restare per strada, daremo il massimo per fare risultato".
"L'Inter va rispettata - prosegue Cristiano Ronaldo -, è prima in Serie A quindi dobbiamo stare molto attenti. Ci sono giocatori molto esperti, ma anche noi abbiamo i nostri campioni. La nostra squadra è più esperta e siamo campioni in carica. Sarà una bella partita, molto combattuta, e vincerà la squadra migliore".
"Ho sempre avuto grandi ambizioni in Champions League, perché non è un trofeo che tutti possono vincere. L'anno scorso è stata la prima volta e mi sono emozionato molto. Mi ricordo la parata di Van der Sar sul rigore di Anelka. Il mondo si è come fermato, è stata una sensazione bellissima. A volte non riusciamo a controllare le emozioni. La Champions League è unica. Quando senti l'inno e scendi in campo, capisci che stai per giocare una partita completamente diversa da tutte le altre. È la competizione più equilibrata del calcio e parteciparvi è uno spettacolo. È l'ambizione di ogni giocatore. Chi non vorrebbe vincerla? Ho avuto questo privilegio e spero di riaverlo al più presto".
Ancelotti attacca Mou sui gol irregolari
Fallo piuttosto evidente, come conferma anche l'analisi diCarlo Ancelotti nel dopopartita: "Sì, il goal di Seedorf è stato viziato da una spinta di Inzaghi". Poi la frecciatina che non t'aspetti a sette giorni di distanza dal derby contro l'Inter, rivolta a Josè Mourinho: "Io non ho difficoltà ad ammetterlo. Invece, sul gol di Adriano nel derby, Mourinho è stato l’uni co a dire che era regolare". E la polemica continua.
Nel frattempo, su sponda sarda, le testimonianze di alcuni protagonisti della sfida sul discusso goal di Seedorf. A partire da quella del diretto interessato, Lopez: "Ho sentito la spinta ma ero davanti e non so quale sia stata la reale dinamica dell'epi sodio, dovrei rivedere le immagini. Purtroppo è stato l'episodio che ha deciso la sfida". Versione più diplomatica rispetto a quella riportata ai compagni.
Sentite Cossu: "A noi ha spiegato di essere stato spinto. E, da come l'ho vista io, era proprio fallo". Dulcis in fundo, il commento di Marchetti: "Posso dire che ho preso una grande legnata. Lopez mi è arrivato addosso ed è stato certamen te spinto, visto che era in vantaggio".
Catania: Salvezza contro il Palermo!!
"Questo successo ha una grande importanza - ha spiegato -. Venivamo da un periodo contraddittorio in cui, pur giocando spesso bene, avevamo raccolto poco.Una vittoria è quel che serviva per lasciarci alle spalle le recenti delusioni. Quando i ragazzi si applicano e lavorano bene in settimana, poi i risultati si vedono. La squadra ha mostrato carattere, anche se non ha offerto una prova eccelsa. Ma la salvezza è ancora lontana, le prospettive in ogni caso sono buone. Non pensiamo di aver risolto tutto con questo 2-0".
Curioso che sulla vittoria ci sia la firma di due terzini. Ancor più curioso, che siano stati proprio gli ultimi due arrivati, Capuano e Potenza, a regalare il primo successo del 2009 ai rossazzurri: "Non capita tutti i giorni di vedere un uno-due del genere, ma credo che ci tratti solo di un caso. Sono contento per Ciro e Alessandro, si sono tolti un bello sfizio. Più in generale, direi che il gruppo è stato bravo ad avere la meglio sugli avversari grazie a un buon approccio alla partita sul piano fisico e mentale".
Poi sguardo al calendario, che tra sette giorni riserva "La partita", il derby con il Palermo. Pulvirenti ha grande fiducia dopo il 2-0 sulla Reggina: "È una partita che fa storia a sé, il derby, da domani (oggi, ndr) ci concentreremo sul Palermo. Sono sicuro che faremo una grossa prestazione al Barbera".
Lampard ringrazia Ranieri
Non sempre c'è riconoscenza nel calcio. E non sempre ci sono calciatori tanto signori da ringraziare un allenatore, anche se prossimo avversario. Questo è stato Frankie Lampard, che a poco più di 48 ore dalla sfida contro laJuventus, ha rilasciato dichiarazioni d'amore per il suo ex allenatore Claudio Ranieri. "Sarà davvero speciale rivedere Claudio — ha detto il centrocampista del Chelsea —. Gli voglio un gran bene. Se non fosse arrivato lui, non sarei dove sono ora. Mi ha portato lui al Chelsea, mi ha fatto diventare completo. Al West Ham conoscevo solo il gioco d'attacco: Claudiomi ha mostrato lo stile continentale, e mi ha insegnato tanto. Devo tanto a lui". Il ringraziamento è vero, sincero, per un allenatore che, ai Blues, ha dato tanto: "E ha fatto molto per ilChelsea — continua Lampard — Ha dato la fascia di capito a Terry, nonostante la giovane età, ha ingaggiato giocatori come Gallas e Cech. È stato lui a portarci alla prima semifinale di Champions, un traguardo importantissimo per quel che abbiamo fatto poi. Qui tutti dicono solo bene di lui, perché è una gran brava persona. Sono contento che abbia ritrovato il successo alla Juve".
Tre problemi per Wenger: il primo parla romanesco e ha il numero 10...
Il primo riguarda l'infermeria, stracolma all'inverosimile, come mai si vorebbe vedere a quarantotto ore da una sfida così importante. I Gunners dovranno fare a meno di diversi giocatori, e non gente qualsiasi: mancheranno, per fare alcuni nomi, Fabregas, Adebayor, Walcott, Rosicky ed Eduardo. Senza contare che Arshavin in Europa non può giocare. Trovare la quadratura del cerchio sarà impresa ardua.
Il secondo tormento è invece relativo al rendimento dell'Arsenal in campionato, a dir poco deludente. I londinesi sono quinti, a sei punti di distanza dal quarto posto Champions, al momento di proprietà della rivelazione Aston Villa. Il rischio di restare fuori dall'Europa che conta è dunque concreto, e non aiuta certo la rimonta la recente presa di posizione della dirigenza: "Se non andiamo in Champions sarà un fallimento". Tanta pressione è dura da gestire.
Soprattutto in clima Champions, soprattutto pensando al terzo problema di Wenger:Francesco Totti. Per ammissione dello stesso allenatore, è il numero dieci della Roma il pericolo numero uno sulla strada verso i quarti di finale: "Grande giocatore, bel talento. Per noi sarà una minaccia. Totti non è certo James (centravanti del Sunderland, ndr)". Questo è poco ma sicuro...
Lazio, crisi finita! E ora la Uefa...
"Questo gol lo dedico alla Lazio, da questa vittoria si può ripartire - ha dichiarato soddisfatto Foggia -. Sento di poter dire che adesso siamo finalmente fuori dalla crisi, anche se dobbiamo trovare continuità, soprattutto all'Olimpico, visto che negli ultimi tempi siamo andati meglio in trasferta. La mia posizione in campo? Per quanto mi riguarda, preferisco senza dubbio attaccare. In ogni caso, faccio senza problemi anche questo lavoro di raccordo tra centrocampo e attacco, come mi chiede l'allenatore. Del resto, è un momento in cui bisogna sacrificarsi".
Ottimista anche Kolarov, che torna sul suo fantastico goal per una doverosa precisazione: "Quel goal l'ho cercato, ho mirato la porta ed è andata bene. Sono davvero contento, lo dedico a mia figlia, Una, che è nata pochi giorni fa. È stata una vittoria importante, perché arriva dopo una serie di risultati non molto positivi, ma adesso non bisogna esaltarsi più del dovuto. Ancora non abbiamo fatto nulla, dobbiamo continuare così. Con questo successo torniamo a intravedere la zona Uefa. È un obiettivo alla nostra portata, ma non dobbiamo assolutamente cullarci, perché si può fare ancora meglio".