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domenica 1 marzo 2009

Galliani marca stretto il Milan


Adriano Galliani vara l'operazione 'pressing totale'. Ormai la decisione è presa: l'a.d. milanista metterà sotto il suo diretto controllo la squadra, intesa come giocatori e staff tecnico, e ogni componente che le ruota attorno, vale a dire settore medico e atletico.
«
Voglio vedere, giocatore per giocatore, l'intensità dell'impegno in allenamento - comu­nica Galliani - .Intendo verificare co­me procede il recupero degli infortu­nati, come va la preparazione e an­che qualche altro aspetto. Di qui al 31 maggio farò il capo­azienda non più da via Turati, ma da Milanel­lo. Sarò presente al centro sportivo ogni volta che potrò e garantisco che sarà molto sovente».
Evidentemente ciò che è emerso dai confronti di venerdì scorso con squa­dra, tecnici, staff medico e atletico non l'ha soddisfatto del tutto. «
C'è sta­ta semplicemente una presa di posi­zione della società: abbiamo detto a tutti ciò che già sapevano, ovvero che la qualificazione alla Champions non può sfuggire» spiega il dirigente rossonero che, pur non lanciando ac­cuse pubbliche, pone l'accento sulla lunga lista di infortuni, considerati la causa principale degli ultimi falli­menti.

«
Siamo stati falcidiati. Il pro­blema è questo, mi sembra evidente. La squadra pensata in estate preve­deva Nesta, Kaladze, Gattuso, Kakà e Borriello. Con l'organico al comple­to, resta una formazione da top Euro­pa. La verità è che quando giochiamo con Gattuso e Kakà, normalmente, non perdiamo. Senza il brasiliano ab­biamo perso 5 volte in campionato e siamo usciti dall’Uefa».
Su Ancelotti: «
Con Ancelotti abbiamo raggiunto traguardi straordinari. Gli attuali medici e preparatori sono gli stessi che ci hanno condotto in cima al mondo. Non si possono giudicare una società, un tecnico o dei profes­sionisti in base all'ultimo risultato».
Infine, l'ultima ras­sicurazione: «
La società non è in ven­dita. E' corret­to che la smentita sia arrivata dalla Fininvest, visto che possiede 99,9% delle azioni del Milan. Silvio Berlu­sconi continua ad avere una grande passione per questa società».

mercoledì 25 febbraio 2009

Beckham-Milan, dagli States: “La nostra stella ha smesso di brillare…”

A meno di clamorosi colpi di scena, la trattativa per far continuare la permanenza di Beckham al Milan si chiuderà in questa settimana. Tutte le voci, infatti, portano in questa direzione, per ultima quella del Los Angeles Times, che ieri ha aperto con un titolo “malinconico”, riferendosi proprio all’inglese: “Una stella che ha smesso di brillare. O meglio, che brillerebbe ancora se non fosse destinata a un'altra galassia”. 

“Il Galaxy pubblicamente sostiene che sta provando a trattenerlo – continuano i reporter del quotidiano diL.A - ma in privato anche i dirigenti sono già rassegnati. D'altra parte il Milan ha offerto soltanto tre milioni di dollari per il trasferimento. Il Milan guarda Beckham e vede un giocatore di quasi 34 anni. Il Galaxy, o i suoi proprietari dell'AEG, vedono in Beckham l'icona globale che può portare i milioni di dollari del marketing”.

E per il club californiano sarà davvero una grande perdita. Basti pensare che l’inglese ha permesso ai Galaxy di avere 10.000 spettatori in più di media rispetto a tutti gli altri club della MLS, dati che si aggiungono alle 600 mila magliette vendute, che hanno comportato ben 48 milioni di dollari di incasso, e all'aumento del 67% degli ascolti tv.

Naturalmente tutto ciò potrà essere sfruttato dai rossoneri, anche se in quel di Milanello, ora come ora, sembrano interessare molto di più le prestazioni in campo rispetto ai risvolti extra-calcistici dell'inglese.

Da segnalere infine, come anche il noto cestista Kobe Bryant, consigli a Beckham di rimanere a Milano: "Il calcio americano è ancora lontano anni luce dalla possibilità di competere con il resto del mondo - ha spiegato il giocatore dei Lakers - David è chia­ramente un calciatore globale e giustamente vuole giocare contro i migliori e competere ai livelli più alti. Non è una decisione facile ma, da amico, per lui voglio solo il meglio". 

Berlusconi ha già detto no allo sceicco, ma adesso il Milan dovrà risparmiare


Vi immaginate il Milan in mano allo sceicco Mansour?Beh, l'offerta c'è stata. Se n'è parlato a gennaio, nei giorni della trattativa per la cessione di Kakà al Manchester City. Un'iniezione di denaro da 500 milioni di euro che aveva ingolosito più di qualcuno a Cologno Monzese, nonostante le smentite di ieri all'indiscrezione del Corriere della Sera. Tutto quel denaro in cambio del 40% delle azioni avrebbe permesso di far quadrare i conti rossoneri, ormai condannati al rosso perenne. Anche nell'ultimo esercizio la proprietà ha dovuto ripianare per 31 milioni di euro. Un sacrificio che i manager Fininvest (a cominciare da Marina) non considerano più sopportabile, visto che il club rientra nella galassia-Mediaset. Tuttavia il netto no di Silvio Berlusconi ha subito bloccato ogni discorso con gli emissari dello sceicco. Il premier ci tiene troppo alla sua creatura calcistica per accettare di condividerne la gestione. Costi quel che costi. Non a caso in quelle ore convulse il presidente (in sonno) ha voluto annunciare di persona il no di Kakà al City. Una scelta di fede per entrambi, a giudicare dalla doppia lusinga partita da Abu Dhabi. Se la storia della vendita del Milan va considerata ormai alle spalle, altrettanto non si può dire per le stelle rossonere. La questione finanziaria è tuttora in piedi. Nelle scorse settimane l'a.d. Galliani ha dovuto frenare sull'ingaggio di Agger dalLiverpool. In questo momento il budget è risicatissimo. Anche per questo si fatica a chiudere con il Galaxy per Beckham. E la storia si riproporrà anche nei prossimi mesi. Sì, perché il presidente del Consiglio, al di là dalle remore familiari, non può avallare spese da capogiro per l'amato Milan nel momento in cui il Paese è chiamato a nuovi sacrifici a causa della grave congiuntura economica.

Inzaghi: «Mou sbaglia mentre io no»

Pippo, contro il Werder il Milan ancora una volta ha bisogno dei suoi gol... «Eccomi, ci sono. Sono pronto anche se non ero più abituato a giocare due-tre partite di fila. Ma stringerò i denti, non voglio certo mancare una sfida come quella contro il Werder Brema. E sono pronto a un grande finale di stagione».

Ma i tedeschi fanno così tanta paura? «Per noi è come si trattasse di una partita di Champions League. I nostri prossimi avversari hanno conquistato quattro punti contro l' Inter nel recente girone di qualificazione. Ma penso che ancora una volta dimostreremo che non sbagliamo mai appuntamenti così importanti».

Dentro o fuori. Anche per Ancelotti? «Il mister ha la fiducia della società e di tutti noi. Nessuno ha messo in evidenza che quando ho segnato il gol del vantaggio a Brema sono andato ad abbracciare subito e per primo Ancelotti. Il nostro rapporto è eccezionale».

Eppure il 25 maggio 2005 a Istanbul contro il Liverpool Inzaghi finì a malincuore in tribuna...«Aveva ragione Ancelotti: non ero pronto, non stavo bene. Mi sono rifatto con il Liverpool ad Atene. Adesso desidero sfatare anche il tabù di Istanbul, arrivando in finale e vincendo la Coppa Uefa».

C’è solo Mourinho che vorrebbe fermare, addirittura per tre giornate di fila, Pippo Inzaghi! «L’allenatore dell’Inter ha fatto una considerazione sbagliata. Io non ho fatto altro che divincolarmi dalla marcatura di Lopez. Sono caduto a terra e mi sono tirato su d’istinto senza voler colpire il mio avversario». 

Nulla a che vedere, quindi, con quello che ha fatto Adriano su Gastaldello in Inter-Samp? «Mi limito a consi derare il fatto che nel mio caso non è stata chiesta la prova televisiva. Mi sembra un dettaglio da non sottovalutare. Non basta?».

martedì 24 febbraio 2009

Milano pazza di Beckham: «Scudetto? Non è finita...»


Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sull’impatto diDavid Beckham sul Milan, ieri si è dovuto definitivamente ricredere. Lo Spice Boy ha raggiunto intorno alle 16.30 l’Adidas Store del centrale corso Buenos Aires invaso da tifosi e curiosi. Una folla talmente ampia (più di 500 persone di tutte l’età) che ha costretto i vigili a chiudere 200 metri di strada. Viabilità bloccata e palcoscenico a un Beckham super disponibile: sorrisi, autografi su cartoline e magliette - ne sono già state vendute 10mila in due mesi (quasi 1 milione di euro di incasso), in proporzione molte di più di quelle di Ronaldinho - ma soprattutto foto con dodici fortunati (e a scattare ci si è messo lo stesso David). «È pazzesco questo affetto, sono felice di passare giornate del genere. Milano è una città fantastica, spero - ha sorriso - di non aver creato disagi per il traffico...». Il pomeriggio è servito a Beckham per presentare la sua nuova scarpa, ma anche per ribadire la propria posizione: «Impossible is nothing, niente è impossibile, è un ottimo detto: se nella vita vuoi davvero qualcosa, ci devi credere. Io ho già detto che spero di rimanere al Milan. Tutti pensavano che venissi per motivi di pubblicità, invece... Aspettiamo». Beckham ha poi ribadito il proprio tifo per stasera («gioco nel Milan e sono cresciuto nel Manchester United, quindi...»), la speranza per lo scudetto(«è importante restare attaccati alla Juve e poi chissà, non dico mai che è finita») e ha risposto elegantemente al Mourinho polemico: «È un grande manager, rispetto la sua opinione, ma nonostante i punti di distacco dall’Inter considero il Milan la squadra italiana più forte. Inzaghi da squalificare? Non credo».

lunedì 23 febbraio 2009

Al Milan si lavora per la permanenza di Beckham

La querelle continua, ce la farà il Milan a strappareDavid Beckham ai Galaxy? Le intenzioni ci sono tutte, ma c'è da superare uno scoglio economico non di poco conto. Galliani ha detto: "Stiamo lavorando perché rimanga con noi fino al 30 giugno 2010. Lo vuole il giocatore e lo vogliamo anche noi. Restando al Milan Beckham può disputare i Mondiali 2010". 

Il problema principale resta legato ai contratti plurimiliardari che il giocatore inglese ha sottoscritto con la squadra californiana: "Negli Usa Beckham è considerato un testimonial del loro campionato ed è forte di altri contratti commerciali, qui sta la differenza economica tra l'offerta e la richiesta dei Galaxy". 

Tuttavia c'è qualche opportunità per riuscire a convincere i Galaxy a lasciare libero Beckham: "David è disponibile a rinunciare a moltissimi soldi, ora dipende da lui e da quello che riusciranno a fare i suoi avvocati, che sono a Los Angeles per negoziare la questione. Siamo in attesa di conoscere quello che succederà". 

Le ipotesi sono tre, anche se il giocatore si è già espresso e vuole restare al Milan: "I casi sono: David il 9 marzo rientrerà a Los Angeles, o rimane fino al 31 maggio, oppure resta con noi fino al 30 giugno 2010", ha ancora aggiunto Galliani che poi ha concluso: "Non voglio fare percentuali al momento, è chiaro che io tifo per la  terza ipotesi".

Ancelotti merita solo applausi

Carlo Ancelotti è troppo signore - nonchè professionista profumatamente pagato - per ammettere che nellacontestazione di ieri a San Siro contro il Cagliari abbia avuto la sua parte il "raccapriccio" espresso da Silvio Berlusconi nel criticare il pareggio del Milan a Brema.

Ovvio che il popolo rossonero si sia sentito più chelegittimato a fischiare il tecnico emiliano dopo cotanto lasciapassare, ma ci pensa Xavier Jacobelli sulle pagine de Il Giorno a ricordare al presidentissimo che il sarto cuce con la stoffa che ha, per usare una metafora cara al Silvio che così bastonò Zaccheroni.

"Ma che razza di modo di fare è questo? - si chiede sdegnato l'ex direttore di Corsport e TuttoSport -Eppure il Milan è sempre terzo in classifica e giovedì può entrare negli ottavi di finale della Coppa Uefa.All'anima delle critiche ingenerose contro Carletto che, davanti al Cagliari, si è presentato senza gli indisponibili Nesta, Gattuso, Pato, Kakà, Shevchenko, Rinaldinho, Borriello, con Bonera ko durante la gara, mentre Ambrosini è entrato soltanto nel finale perchè prima non stava bene. Mancava solo che si infortunasse qualcun altro in corso d'opera e il Milan poteva soltanto andare a farsi benedire...".

"Che dopo otto stagioni consecutive sulla panchina del Milan (record assoluto nei 23 anni di gestione del Cavaliere), l'era Ancelotti si concluda a giugno è assodato - spiega Jacobelli - Che Leonardo sia il prescelto per la successione, pure. Ma Ancelotti merita molto più rispetto di quanto non gliene venga accordato nell'ultimo periodo. Forse, in tutt'altre faccende affaccendato, Silvio non sa che Carlo sta facendo un miracolo, costretto com'è a vivere in un'emergenza senza fine. Per non dire degli errori di mercato, fronte difesa e fronte Ronaldinho che pesta i piedi a Kakà quando Kakà c'è.Altro che fischi. Ancelotti merita soltanto applausi".

Mourinho conia il Cul de Carletto: "Gli sembra che siamo PIRLA?"


Dopo aver affermato, non senza un briciolo di ironia, che l'Inter è in corsa in Champions mentre il Milan lo è stato, Josè Mourinho si sofferma a parlare anche di campionato, puntando l'attenzione sulle lamentele diAncelotti, che ha insinuato una netta differenza di trattamento tra rossoneri e nerazzurri. "Ancelotti si lamenta ancora della mano di Adriano? Ma pensa che per caso siamo dei pirla". E gli spiega il perchè: "Forse si dimentica il fuorigioco sul gol nel derby d'andata. Ha la fortuna che Allegri è uno tranquillo e domenica non si è lamentato". Ancora sui presunti favori ai nerazzurri: "Potremmo parlare di tante cose, tipo il rosso non dato ad Ambrosini, oppure il fatto che Inzaghi meriterebbe di essere squalificato per tre turni proprio come Adriano. Carlo è un allenatore fortunato, anche io ho vinto tanto perché sono fortunato. E' una qualità dei grandi".

Beckham: "Forza United". Intanto la firma è lontana...

Domani sera, a San Siro, il Manchester United potrà contare su un tifoso molto speciale. Uno dallo spirito Red Devils, e con il Milan nel cuore: l'ideale per sostenere gli inglesi nella battaglia di Champions contro l'Inter.

Stiamo parlando naturalmente di David Beckham, che sull'argomento non si è certo nascosto dietro parole di circostanza: "Non vedo l'ora - si legge sul Corriere dello Sport -. Sarà l'occasione per salutare qualche mio vecchio compagno e Alex Ferguson. Tiferò per loro: ho giocato per tanti anni con quella maglia e adesso in­dosso quella del Milan, come potrei fare diversamente?". Ragionamento che non fa una grinza.

Anche l'analisi tecnica dello Spice Boy non farà piacere ai tifosi interisti: "E' una formazione che può schierare 3 attaccanti straordinari. Se l'Inter riuscirà a bloccar li, allora avrà qualche speranza, ma Ferguson ha a disposizione anche altri campioni che possono decidere la gara. Sa rà una sfida molto tattica. Mourinho è un grande allenatore, ma Ferguson è il migliore di tutti. E il Manchester United in questo momento è la squa dra più forte d'Europa".

Nel frattempo non si registrano novità sulla trattativa tra Milan e Galaxy per il passaggio definitivo di Beckham in rossonero. Umberto Gandini, dirigente dato più volte in partenza per Los Angeles con l'obiettivo di chiudere l'affare, non pare avere in programma un viaggio verso gli States: sintomo - secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport - della fase di stallo nei colloqui tra Milan e Galaxy. Mentre il tempo stringe...